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Perché è importante controllare il diabete

Il 'segno' del diabete è l'iperglicemia vale a dire una concentrazione eccessiva di zuccheri (glucosio) nel sangue. La terapia di ogni forma del diabete punta a riportare il più possibile vicino alla norma i valori glicemici in ogni momento della giornata. La persona con diabete può essere messa in grado di misurare la propria glicemia in ogni momento con strumenti facili da usare.

 

Le complicanze specifiche

L'iperglicemia è la causa principale di una serie di patologie definite 'complicanze'.

Il diabete può causare in modo specifico e diretto – soprattutto se non è tenuto sotto controllo – delle serie patologie di natura microvascolare dovute cioè all’occlusione e al deterioramento dei piccoli vasi sanguigni di molti organi. Si tratta:

  • retinopatia diabetica (i capillari della retina si deteriorano e rendono gradualmente difficile la visione) 
  • nefropatia diabetica (i 'filtri' presenti nel rene perdono gradatamente la loro funzionalità)
  • neuropatia diabetica periferica (i nervi soprattutto nelle aree più distanti dal cervello come il piede e la gamba perdono sensibilità)
  • piede diabetico (la diminuita sensibilità rende più facile la formazione di ulcere e infezioni, i capillari spesso occlusi ostacolano la naturale reazione dell'organismo rendendo difficile o impossibile la guarigione naturale dei tessuti).

 

Le complicanze macrovascolari

Nei casi più gravi queste complicanze possono avere esiti molto seri. Tuttavia l'attenzione dei medici in questi ultimi anni si è orientata soprattutto sul ruolo del diabete come fattore di rischio cardiovascolare. In pratica il diabete - soprattutto se non tenuto sotto controllo - favorendo il processo di ostruzione delle arterie moltiplica il rischio di sviluppare ictus o infarti. Una persona con diabete corre lo stesso rischio di avere un infarto di una persona identica per età, sesso e peso, che ha già avuto un infarto.

È importante notare che - mentre occorrono molti anni, più spesso decenni, perché una persona con diabete sviluppi le conseguenze più serie di una complicanza 'microvascolare' (per esempio perché sviluppi problemi alla vista o nella sensibilità al piede), il rischio cardiovascolare aumenta fin dal primo giorno di diabete, anzi da prima perché le fasi di moderata alterazione della glicemia comunemente definite 'pre-diabete' sono già sufficienti per aumentare il rischio di infarti e ictus in modo sensibile.

Il diabete quindi fa male al cuore e al cervello.

 

Le condizioni acute

Le complicanze del diabete sono dovute all'effetto cumulativo di continue iperglicemie. Il diabete conosce anche delle situazioni acute, molto più rare.

Iperosmolarità. La persona con diabete di tipo 2 soprattutto se anziana e sola, può sviluppare la iperosmolarità, una condizione caratterizzata da glicemie molto alte e disidratazione e che ha come sintomi sonnolenza e stupore.

Chetoacidosi. La chetoacidosi, caratterizzata da forte sete, frequente stimolo a urinare, stanchezza e veloce dimagrimento è dovuta alla mancanza di insulina. Si riscontra all'esordio del diabete di tipo 1 e nei casi in cui viene omessa l'assunzione di insulina.

Ipoglicemia. L'ipoglicemia si riscontra nelle persone trattate con insulina o con certe categorie di farnaci orali (sulfaniluree a lunga durata di azione) quando i farmaci assunti sono eccessivi rispetto alla quantità di zuccheri introitata. L'ipoglicemia si preannuncia con nervosismo e fame, prosegue con tremori e stati di confusione.

Queste tre condizioni possono portare a manifestazioni neurologiche serie (fino al coma) quasi sempre reversibili.

 


Redatti a scopo divulgativo e verificati da un team di Specialisti, questi testi rappresentano un primo orientamento per chi vuole sapere di più sul diabete. Non possono essere utilizzati come una indicazione medica. Non rappresentano, inoltre, una posizione ufficiale di Diabete Italia (che non ha titolo per farlo) né delle Società Scientifiche o Associazioni fra persone con diabete che la compongono.